14 gennaio 1919: La lettera ai Dalmati

  Gennaio 1919. La Grande Guerra era finita da alcuni mesi ed il popolo italiano, che aveva combattuto una lunga e sanguinosa battaglia per restituire alla propria Patria i suoi confini naturali, seguiva con moltissimo interesse le trattative diplomatiche che minacciavano di togliere all’Italia i frutti della durissima guerra appena combattuta.

Irredentisti intransigenti, molti combattenti e nazionalisti credono che l’Italia debba annettere la Dalmazia, una terra di confine dove antiche minoranze italiane sopravvivono in una terra croata. Ma la costa dalmata non è la sola terra contesa tra l’Italia vincitrice e il nuovo regno di Jugoslavia.

Anche la città di Fiume è contesa. Antico municipio di lingua italiana incastonato tra Istria e Dalmazia, è salita alla ribalta del dibattito internazionale quando, il 30 ottobre 1918, ha chiesto di essere annessa all’Italia.

Il 14 gennaio la Gazzetta di Venezia pubblicava la Lettera ai Dalmati, pagine di passione in cui d’Annunzio riaffermava l’italianità delle terre negate all’Italia dal presidente Wilson:

“Il 7 di maggio, prima della guerra, due giorni dopo la Sagra dei Mille in Quarto, quando fissavamo le nostre mete ultime e certe, io attestai come la Dalmazia appartenesse all’Italia per diritto divino e umano: per la grazia di Dio, il quale foggia le figure terrestri in tal modo che ciascuna stirpe vi riconosca scolpitamente la sorte sua; per la volontà dell’uomo che moltiplica la bellezza delle rive innalzandovi i monumenti delle sue glorie e intagliandovi i segni delle sue più ardue speranze”.

E le parole del Poeta si fanno violente contro coloro che voglio imporre una pace ingiusta all’Italia:

“Io e i miei compagni non vorremmo più essere italiani di una Italia rammollita dai fomenti transatlantici del dottor Wilson e amputata dalla chirurgia transalpina del dottor Clemenceau. Quel che fu gridato al popolo di Roma in una sera di tumulto, vale anche per oggi, ancor più vale per oggi. ̓Non ossi, non tozzi, non cenci, non baratti, non truffe. Basta! Rovesciate i banchi! Spezzate le false bilance! Se sarà necessario affronteremo la nuova congiura alla maniera degli Arditi, con una bomba in ciascuna mano e con la lama fra i denti ̔.”

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