5 maggio 1919: il discorso dal Campidoglio

La sera del 5 maggio, quarto anniversario della Sagra dei Mille, Orlando e Sonnino riprendevano la via della Conferenza di pace di Parigi, ed il 6, in una grande dimostrazione popolare promossa dai combattenti, Gabriele d’Annunzio dalla ringhiera del Campidoglio parlava nuovamente sull’italianità di Fiume e della Dalmazia, mostrando al popolo di Roma la bandiera che ad Aquileia aveva coperto il feretro di Randaccio, l’Eroe che morì di «morte divina» sulle sponde del Timavo:

«…Eccola.

Alla Quota 12, alla Cava di pietra, ripiegata servì di guanciale per l’eroe moribondo. A Monfalcone coprì il suo santo corpo. Ad Aquileia coprì il suo feretro: e I larghi lembi strisciavano per terra, sollevando la polvere rifecondata.

Questa, Romani, questa, Italiani, questa, compagni, è la bandiera di quest’ora.

Ieri, cinque Maggio, data due volte solenne, data di due dipartite fatali, avvenne una partenza che è oscura per tutti.

Non v’è, nella storia dell’Italia nuova, deliberazione più grave di quella anche ieri fu presa dal Capo del Governo in quest’ora di grandezza tragica per la Patria, in quest’ora veramente suprema e tremenda per le sorti del nostro avvenire.

Ancora una volta è sospesa nell’ignoto l’anima della nazione, che nella durezza della solitudine aveva ritrovato tutta la sua disciplina e tutta la sua forza. Attendiamo in silenzio ma in piedi. Roma resterà silenziosa come nella notte del 24 maggio, quando il dado fu tratto. Silenzio potente: tacitum robur.

Nell’attesa, la parola d’ordine, parola interiore, è questa: “Ricordarsi e diffidare; diffidare di tutti, confidare in noi stessi; ma, sopra tutto, ricordarsi ricordarsi”.

Io, perché l’aspettazione sia votiva e il raccoglimento sia vigile e il giuramento sia fedele, fiso all’Arca di Aquileia, voglio abbrunare la mia bandiera, finché Fiume non sia nostra, finché la Dalmazia non sia nostra.

Voglia il già invocato Iddio capitolino che noi possiamo domani riagitarla nella gioia, e risonare la Campana a stormo, e gridare alfine, da ponente a levante, da tramontata a mezzodì, gridare alfine con spirito vittorioso il grido vittorioso:

Viva la compiuta Italia!»

Fondazione Il Vittoriale degli Italiani
Via del Vittoriale 12 – 25083 – Gardone Riviera
Tel. +39 0365 296511 – CF 87001410171
info@vittoriale.it

Fiume - © 2019 Fondazione Il Vittoriale degli Italiani Privacy Policy