Disobbedisco. Cinquecento giorni di rivoluzione.

Dal 26 marzo in libreria, una nuova e completa ricostruzione dell’Impresa fiumana e dei suoi protagonisti. Un libro di Giordano Bruno Guerri propone un’interpretazione appassionante e innovativa, aggiornata alla luce dei progressi della storiografia e di nuove ricerche su fonti inedite dagli Archivi del Vittoriale.

Ecco il risvolto di copertina:

Il 12 settembre 1919 un poeta, alla testa di duemila soldati ribelli, conquista una città senza sparare un colpo. Vi rimarrà oltre un anno, opponendosi alle maggiori potenze sotto gli occhi di un mondo ancora sconvolto dalla Grande Guerra. Lo scopo di Gabriele d’Annunzio e dei suoi legionari non era solo rivendicare l’italianità di Fiume: il Vate sognava di trasformare la sua «Impresa» in una rivoluzione globale contro l’ordine costituito, e nell’avveniristica Carta del Carnaro, una costituzione avanzatissima, teorizzò un governo della cosa pubblica lontano da quello dello Stato liberale, socialista, fascista.

Per sedici mesi Fiume fu teatro di cospirazioni, feste, beffe, battaglie, amori, in un intreccio diplomatico e politico sospeso tra utopia e realtà. Militari, scrittori, aristocratici, industriali, femministe, sovversivi, politici, ragazzi fuggiti di casa componevano l’esercito del «Comandante», inconsapevoli di quanto avrebbero influenzato l’immaginario del Novecento. Nelle luci e nell’ombra dell’Impresa ritroviamo, a distanza di cento anni, molti aspetti del mondo di oggi: la spettacolarizzazione della politica, la propaganda, la ribellione generazionale, la festa come mezzo di contestazione, la rivolta contro la finanza internazionale, il conflitto tra nazionalismi, il ribellismo e la trasgressione.

Mussolini, che a Fiume tradì d’Annunzio, saccheggiò quell’epopea adottandone la liturgia della politica di massa: i discorsi dal balcone, il dialogo con la folla, il «me ne frego», l’«eia eia alalà», riti e miti: così l’Italia democratica ha voluto dimenticare che la «Città di Vita» fu anzitutto una «contro-società» sperimentale, in contrasto sia con i valori e le idee dell’epoca sia, e tanto più, con quelli del fascismo. Eppure, se molti legionari aderiscono al regime, come Ettore Muti, molti altri furono irriducibilmente antifascisti, confinati o costretti a morire in esilio, come il socialista rivoluzionario Alceste De Ambris.

Con il suo stile inconfondibile, Giordano Bruno Guerri ricostruisce quei sedici mesi attraverso migliaia di documenti inediti custoditi negli Archivi del Vittoriale, intrecciando in una narrazione appassionante la grande storia con le vicende degli uomini e delle donne che hanno vissuto quell’irripetibile avventura, e portando alla luce un aspetto inedito della poliedrica personalità dell’uomo che ne fu l’ispirato animatore e l’indiscusso protagonista. 

Nella sezione Eventi del sito troverete, aggiornate costantemente, le date delle presentazioni di “Disobbedisco” dell’autore Giordano Bruno Guerri

Rassegna stampa

La lettera del consigliere Cecera sulla petizione contro la statua di d’Annunzio a Trieste

L’articolo in difesa di d’Annunzio su LIST di Mario Sechi

Claudio Magris sulla questione di Trieste, Corriere della sera 13 06 19

Guerri: «A Trieste il vero d’Annunzio inviso alla destra»

D’Annunzio, la riscoperta antifascista del poeta. Intervista allo storico Guerri

La disubbidienza per Giordano Bruno Guerri

Mostra Trieste “Disobbedisco, la rivoluzione di d’Annunzio a Fiume”

PAGINE&PAROLE / “A CENT’ANNI DALL’IMPRESA DI D’ANNUNZIO A FIUME” ANNA BRANDIFERRO INTERVISTA GIORDANO BRUNO GUERRI

D’Annunzio a Fiume? Quell’impresa fu la profezia del ’68.
https://www.linkiesta.it/it/article/2019/04/24/dannunzio-a-fiume-quellimpresa-fu-la-profezia-del-68/41919/

Il Vate sfascista, Bresciaoggi 08/04/2019

Il Vate sfascista, L’Arena 08/04/2019

Quelli che disobbedirono, Giornale di Brescia 01/04/2019

Fiume città-stato, il Giornale 26/03/2019

I Dannunziani antifascisti, Corriere della Sera 19/03/2019

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