Luisa Baccara

“Nulla mi piace fuorché te. E mi sembra di averti perduta. Il palazzo è vuoto. Fiume è senza musica. Non si pensava tu fossi un elemento di così profonda vita qui. “

D’Annunzio conosce la pianista, veneziana e ventottenne, in casa di Olga Levi nell’aprile del 1919. In settembre nei giorni che precedono la marcia su Fiume, la relazione è ormai intima. Poiché è bruna, con i capelli “solcati di giovane argento”, l’amante la chiama dapprima Barbara, come la bella romana della giovinezza, ma poi preferirà Smikrà, adottando un nomignolo orientaleggiante. Durante i venti mesi fiumani la pianista gli è compagna, ispirandogli le belle pagine del Ritratto di Luisa Baccara, stampato a Fiume con un’incisione di de Carolis. Anche in seguito gli resterà accanto condividendo tutti gli anni del Vittoriale. Muore a Venezia nel 1985.

Riferimenti bibliografici

Gabriele d’Annunzio, Il befano alla befana: l’epistolario con Luisa Baccara, a cura di Paola Sorge, Milano: Garzanti, 2003.

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