Un capitolo di storia: Fiume e d’Annunzio

Nel lontano 1989, tra le varie iniziative che si tennero per ricordare il cinquantesimo anniversario della morte di Gabriele d’Annunzio, al Vittoriale degli Italiani fu organizzata una «Tavola Rotonda» dal titolo Un capitolo di storia: Fiume e D’Annunzio. In questo volume sono pubblicati gli Atti di quell’evento, da consultare per un confronto tra le prospettive storiografiche di allora e quelle di oggi.

Riportiamo alcune righe della prefazione dell’opera che sono utili per capire l’evoluzione del pensiero storiografico intorno all’ Impresa di Fiume nel corso degli ultimi trent’anni:

“Di fronte alle varie iniziative, di diverso spessore culturale, attraverso le quali tra il 1988 e il 1989 si è voluto ricordare il cinquantesimo anniversario della morte di Gabriele D’Annunzio, e in sottordine, il settantesimo della marcia di Ronchi, ci si può obiettivamente chiedere se non esista in fondo il rischio di risultare ripetitivi, se cioè il «filone-D’Annunzio» non sia stato già sin troppo sfruttato- sul versante letterario e su quello storico-politico- e sia pertanto avviato verso un inevitabile esaurimento. E il rischio realmente esiste, manifestandosi ogni qualvolta si tentino incaute operazioni di «riciclaggio» di temi ormai scontati, magari con la pretesa di spacciarli per novità storiografiche. È un rischio questo totalmente assente quando invece la ricerca si appunti su momenti, su vicende che attendono risposte più approfondite, più esaurienti, per far luce su un personaggio tanto complesso come d’Annunzio. Uno di questi momenti è l’impresa fiumana.

A quest’ultimo indirizzo- che è poi l’unico ad avere una propria ragione scientifica di esistere- appartengono gran parte dei temi affrontati nel corso della «Tavola Rotonda» su Un capitolo di storia: Fiume e d’Annunzio, svoltasi il 27-28 ottobre 1989 al Vittoriale di Gardone Riviera e al Museo dell’Aria di Carrara San Giorgio, i cui Atti vengono ora pubblicati nel presente volume. Ancora una volta al centro dell’attenzione è dunque questa impresa, non tanto nel suo complesso o nelle sue peculiari linee interpretative, che hanno ricevuto adeguate risposte all’incirca nell’arco dell’ultimo ventennio dagli studi di Ferdinando Gerra, Renzo Del Felice e Paolo Alatri, quanto piuttosto in alcuni particolari di contorno non ancora chiariti, vuoi per il mancato interesse da parte degli storici, vuoi soprattutto per la carenza di documentazione al riguardo; singoli particolari, tasselli non ancora ben inseribili nel mosaico più generale della ricostruzione dell’avvenimento principale. Del resto, a cos’altro se non al ritrovamento di documenti inediti, frutto di lunghe e pazienti ricerche archivistiche, si devono i risultati raggiunti anche dai succitati studi fondamentali? Basti pensare come, proprio grazie alla scoperta di nuovi documenti, siano mutati i giudizi di fondo sui rapporti fra d’Annunzio e Mussolini, sulla valutazione del valore della «Carta del Carnaro», sull’influenza esercitata da uomini di «sinistra» sull’impresa fiumana, tanto per ricordare alcuni temi che – pur non riuscendo a calamitare su di sé una unanimità di giudizi da parte delle diverse scuole storiografiche- sono stati oggetto di notevoli revisioni interpretative.”

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